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Come into my life.

Non t’avevo ancor mai detto che uno dei miei primi lavori, decenni fa, era stato quello di compilatore di colonne sonore per film porno.

Fu lui a darmelo, la notte, andandosene dal bordello in cui suonavo il piano, picchiando morbido sui tasti perché i clienti che scopavano ai piani di sopra non volevano distrazioni.

Mi pagava 100 lire a brano, più mille a nastro; non era facile senza google, spotify e la grande rete trovare canzoni adatte: potevo fare affidamento solo sulla mia collezione di vecchi vinili, unici amici sinceri di quegli anni, rilucenti e neri come manti di pantere.

Una volta trovate le canzoni, poi bisognava andare alla SIAE a vedersela con gli autori, perché non tutti erano disposti, per quanti soldi infilassimo loro in gola tutti i mesi, a suonare sotto a sesso multiplo interrazziale.

Ricordo ancora un cantautore che ci concesse l’utilizzo dei diritti, a patto che la sua roba non venisse suonata in momenti di sodomia.

Anche allora la gente non stava bene. Comunque ogni volta che una canzone veniva esclusa dovevo trovare altro, poi ricominciare così, avanti e indietro, fino ad avere una scaletta di 10/12 pezzi puliti e sicuri da mettere.

Oggi ho ritrovato su spotify una certa parte dei brani di allora e ci ho voluto fare una playlist, per ricordarmi di lei.

Lui, invece, non so, é tanto non lo vedo. Magari ha fondato pornhub, diventato ricco.

Questa playlist é per te, e anche per te, chiunque voi siate.

https://spotify.link/sweQMkSEsDb

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