1) Un tweet rimasto senza voce.
Il punto di partenza di questa riflessione era un tweet di Ciccio Rigoli sull’odore della carta. Il collegamento è ancora quello originale, ma il contenuto non è più disponibile su X e non può più essere incorporato nella pagina.
Apri il tweet originale di @cicciorigoli su X
Il tweet non è più presente sulla piattaforma; il collegamento viene conservato come riferimento storico.
Non ne esiste neppure una copia negli archivi pubblici del web. Resta però il ricordo della battuta che mi aveva spinto a scrivere: se il principale ostacolo al passaggio agli ebook è la mancanza del profumo della carta, prima o poi qualcuno troverà una soluzione anche a quello.
2) Il profumo è parte della lettura.
Molte persone dicono di non voler abbandonare il libro di carta perché sono affezionate all’oggetto. Non è soltanto una questione di abitudine. Ci sono il peso, il fruscio delle pagine, i segni lasciati dal tempo e, naturalmente, l’odore.
Un libro cartaceo coinvolge sensi che un file non può raggiungere nello stesso modo. La memoria finisce così per legarsi non soltanto alle parole, ma anche alla copertina, alla consistenza della pagina e al luogo in cui quel volume è stato letto.
3) L’ebook non deve imitare la carta.
Il libro elettronico offre vantaggi diversi: occupa pochissimo spazio, viaggia con noi, permette di ingrandire i caratteri e rende immediatamente disponibili migliaia di pagine. Pretendere che riproduca perfettamente il libro di carta significa forse chiedergli la cosa sbagliata.
Carta ed ebook possono convivere perché rispondono a desideri differenti. A volte vogliamo l’oggetto, altre volte vogliamo soltanto leggere nel modo più comodo possibile. Ne avevo già parlato riflettendo su come gli ebook abbiano trasformato, senza cancellarlo, il lavoro degli editori.
4) Quando scompare il contenuto ma resta il collegamento.
Questa piccola storia mostra anche la fragilità dei contenuti affidati alle piattaforme. Un tweet poteva essere il centro visivo di una pagina; quando viene cancellato, al suo posto rimane uno spazio vuoto e il lettore non capisce più il riferimento.
Conservare il collegamento ha comunque un significato: documenta l’origine della riflessione e non finge che la battuta fosse mia. Allo stesso tempo bisogna dire con chiarezza che il contenuto non è più verificabile, senza ricostruirlo o attribuirgli parole che non possiamo recuperare.
5) Quello che resta.
Nel fine settimana in cui scrissi queste righe era uscito anche un mio nuovo libro, allora disponibile esclusivamente in formato elettronico. Il contrasto era perfetto: da una parte la nostalgia per il profumo della carta, dall’altra l’entusiasmo per un testo capace di arrivare subito ai lettori senza esistere come oggetto.
A distanza di tempo, la scelta continua a non essere tra passato e futuro. È tra modi diversi di leggere. L’importante è che le parole arrivino, restino e continuino a produrre immagini, anche quando il supporto o la piattaforma cambiano.
6) Passa all’azione.
Per il tuo appuntamento con me, chiama il numero 059 761926 e concorda il tuo primo incontro, anche a distanza.
Leggi le storie mai raccontate: https://storiemairaccontate.it
Tu che rapporto hai con i libri di carta e con gli ebook? Raccontamelo nei commenti: leggo e rispondo sempre volentieri.

Ti è piaciuta questa storia? Che ne pensi?