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The splitter – episodio 1 – Il casus belli

Il rapimento di Elena, il gesto di Gavrilo Princip sono considerati eventi alla base di grandi conflitti, che hanno cambiato per sempre il volto dell’Europa e del mondo.

In realtà, tuttavia, non sono stati proprio quei fatti a scatenare la guerra.

Quegli accadimenti sono stati semplicemente usati da gente che voleva già farsi la guerra, per altri motivi: o di profonda inimicizia o, più banalmente, di potere, conquista e utilizzo di risorse.

I nostri antichi padri parlavano, a riguardo, di casus belli: un evento che rappresenta la più comoda occasione per scatenare una guerra che tutti già da prima non vedevano l’ora di iniziare.

Un pretesto, quindi.

Quando i clienti si siedono davanti a lui per commissionare il suo intervento, lo Splitter sa che non diranno niente di rilevante, originale, interessante. Eppure egli li ascolta, li lascia parlare finché non ne sono sazi essi stessi, senza interrompere, senza dire nulla.

Non c’è niente che possa davvero giustificare il male che stanno per chiedergli di fare e così le motivazioni scorrono a fiumi, nonostante siano improbabili, del tutto sfornite di qualsiasi plausibilità, spesso risibili e demenziali. I clienti dello Splitter hanno il bisogno di raccontarsi che distruggono le loro famiglie per solidi e irrinunciabili motivi, ma, non riuscendone a trovare, finiscono, col loro profluvio di futilità, col denudarsi da soli, col rimanere senza riparo, isolati, senza appigli validi.

Parlano per un’ora, a volte due, sempre girando intorno al vero motivo.

Lo Splitter lo conosce, ma guarda e tace, perché non si può dire, sicuramente non subito, tante volte neanche dopo.

Come fare a dire a quelle persone che il vero motivo per cui si separano é semplicemente perché, non si sa bene per quale ragione, un giorno si sono svegliati e si sono scoperti incapaci di stare dentro al loro matrimonio, alla loro coppia?

Si sono sposati, si sono amati, hanno messo al mondo dei figli, hanno comprato case e fondato aziende che danno lavoro ad altre persone e poi, un bel giorno, si sono trovati di fronte ad un senso di insensatezza per tutto quello che hanno fortemente voluto, desiderato e realizzato per tutta la parte precedente della loro vita, anzi fino al giorno prima.

Come un bambino che fa i capricci per avere un giocattolo, lo ottiene e poco dopo lo butta annoiato. Solo che nel frattempo sono trascorsi decenni.

Così, amare follemente una persona e smettere completamente di farlo sono due facce della stessa follia.

Quando hanno finito di dire quello che si erano convinti di dover dire, i clienti di Jack si alzano e fanno per andarsene.

É in quel momento che, a volte, viene fuori qualcosa di significativo; quando hanno già in mano la maniglia della porta, alcuni si girano e, prima di andare via del tutto, sentono che almeno una cosa vera la devono dire, dopo il loro stesso profluvio di banalità, insensatezze, chiacchiere da treno. É proprio allora che qualcuna grida «mio marito non mi tocca da quando è nata nostra figlia, ormai sono più di dieci anni», qualcun altro «e poi mi vedo da due mesi con un’altra di vent’anni più giovane».

Lo Splitter allora accenna un sorriso.

Sa, che in fondo, una ragione non c’è, anche per quei pochi che cercano davvero un guizzo di autenticità.

Perché sei andato dietro a un culo più giovane? La ragione è là, ma é ben nascosta, tra le pieghe della tua vita, di quella di tua moglie, é impossibile da trovare.

Anzi, è ancora peggio: ormai, non ne vale comunque la pena.

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