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«Che cosa leggete, mio signore?» «Parole, parole, parole.» — William Shakespeare, Amleto

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9) L’Eremita accese una luce per due

9) L'Eremita accese una luce per due

«La luce indica un cammino. E rende invisibili gli altri.»

Oris accendeva la lanterna prima del tramonto.

Dentro ardeva una stella a sei punte. La luce attraversava la neve e mostrava ai viandanti il passo sicuro tra i crepacci.

Oris viveva solo nella torre da vent’anni. Portava un mantello grigio e camminava con un lungo bastone. Conosceva ogni sentiero, ma non scendeva mai a valle.

Un corriere gli consegnò una chiave d’ottone col filo rosso e gli atti di un processo.

Oris lesse tutto. Poi mise la chiave dentro la lanterna. La stella divenne più luminosa.

Quella notte una donna salì dalla parete più ripida.

Aveva capelli color rame e un mantello giallo. Non portava torce. La neve si scioglieva sotto i suoi piedi.

«Mi chiamo Aurelia», disse. «La tua luce mi impedisce di vedere le stelle.»

Oris chiuse la porta.

eremita e la donna del sole

Aurelia rimase fuori.

Cantò fino all’alba. Il suo calore fece crollare una cornice di ghiaccio dal tetto. Oris uscì furioso.

«Vuoi provocare una valanga?»

«Voglio che tu smetta di confondere il silenzio con la pace.»

Lei veniva da un villaggio nascosto sul versante opposto. La lanterna di Oris illuminava soltanto la strada verso il regno. Chi viveva dall’altra parte restava nell’ombra.

Oris non lo sapeva.

«La luce indica un cammino», disse.

«E rende invisibili gli altri.»

Salirono insieme sulla torre. Aurelia girò la lanterna. La stella illuminò il versante nascosto, ma la via consueta scomparve.

Oris la rimise al centro.

«Non posso guidare tutti.»

«Allora insegna a qualcuno ad accendere una luce propria.»

Per giorni costruirono piccole lanterne. Aurelia offriva calore. Oris insegnava a orientarle. Discutevano su ogni dettaglio. Lui misurava. Lei improvvisava.

La sera dividevano una zuppa davanti al fuoco. Oris scoprì che la presenza di un’altra persona non spezzava il silenzio. Gli dava una forma.

eremita gira la lanterna

Una tempesta spense la lanterna maggiore.

I viandanti erano sul passo. Anche una famiglia del villaggio di Aurelia stava salendo dall’altro versante.

Oris provò a riaccendere la stella. La chiave d’ottone era diventata fredda.

«Ha consumato tutta la luce», disse.

Aurelia aprì le finestre della torre. Nel buio apparvero decine di piccole lanterne. Le persone a valle avevano imparato a portarle.

Oris prese il bastone. Per guidare i dispersi doveva lasciare la torre.

Scese nella tempesta con Aurelia.

Non potevano vedere lontano. Accendevano un tratto di neve alla volta. Trovarono i viandanti seguendo le luci che gli altri sollevavano verso di loro.

eremita scende nella tempesta

In primavera Oris lasciò la torre aperta.

Aurelia tornò al proprio villaggio. Lui la raggiungeva una volta al mese. Il primo viaggio gli sembrò più lungo dei vent’anni trascorsi in montagna.

Non andarono a vivere insieme. Costruirono due case sui due versanti e un rifugio nel mezzo. Si incontravano lì, sotto un tetto che apparteneva a entrambi e a nessuno.

La chiave d’ottone non serviva più alla lanterna. Oris la affidò a una locandiera del passo perché la consegnasse al prossimo viandante senza luce.

La locandiera la usò per chiudere una stanza.

Molti anni dopo un giocatore di nome Ravel vinse quella stanza con un tiro di dadi. Dentro trovò un letto, una ruota dipinta sul soffitto e la chiave appesa a un chiodo.

«Porta fortuna», disse.

La locandiera rise. «Dipende da quale lato della ruota ti trovi.»

Sulla montagna, Oris spense per la prima volta la lanterna maggiore.

Il passo rimase pieno di piccole luci.

Lui attraversò il buio verso il rifugio. Aurelia lo aspettava con il sole dell’alba alle spalle.

Quella luce non gli apparteneva.

Poteva comunque camminarle incontro.


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