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«Che cosa leggete, mio signore?» «Parole, parole, parole.» — William Shakespeare, Amleto

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La principessa e il regno capovolto

La principessa e il regno capovolto

«Quando la principessa Seryn mentiva, qualcosa si capovolgeva.»

Quando la principessa Seryn mentiva, qualcosa si capovolgeva.

Da bambina disse di non aver mangiato la torta. Per un’ora la pioggia salì dalle pozzanghere alle nuvole.

A dodici anni negò di avere paura. Tutti gli specchi mostrarono le persone di spalle.

Per questo Seryn parlava poco.

La notte in cui il re venne assassinato, la trovarono accanto al corpo con un pugnale in mano.

«Non sono stata io», disse.

Il palazzo si staccò dalla collina.

Le torri si conficcarono nel cielo. I lampadari caddero verso i soffitti. Sotto le finestre non c’era più la città, ma un abisso pieno di stelle.

La regina Maera afferrò la figlia.

«Non dire altro.»

«Ma è vero.»

Il sangue del re cominciò a risalire dal pavimento e rientrò nella ferita.

Il morto aprì gli occhi.

palazzo capovolto nel cielo

Il re non tornò vivo.

Ricordava soltanto il futuro. Parlava di guerre che non erano ancora cominciate e di figli mai nati. Disse che entro tre giorni il regno sarebbe caduto.

Il Consiglio accusò l’ambasciatore Vaelis. La sua spilla era stata trovata nella stanza.

«È stato lui?» chiese la regina.

Seryn ricordò Vaelis entrare dopo la morte, chiamato da lei.

«Sì», disse.

Il fiume cambiò direzione. Invase le sorgenti e lasciò i campi asciutti.

Vaelis fu condannato.

Nella prigione capovolta, l’ambasciatore pendeva dal soffitto legato a una corda.

«Perché mi hai chiamato quella notte?» domandò.

Seryn non rispose.

Il re aveva ordinato l’uccisione di migliaia di abitanti della provincia orientale. Seryn lo aveva affrontato. Lui aveva estratto il pugnale. Durante la lotta, la lama era entrata nel suo petto.

Ma non era quella la verità che lei nascondeva.

La regina era arrivata prima di Vaelis. Aveva spostato il corpo, preso i documenti del massacro e ordinato alla figlia di accusare l’ambasciatore.

«La corona non sopravvivrebbe», aveva detto.

Il secondo giorno le case cominciarono a cadere verso il cielo.

Le persone si legavano agli alberi. I pesci nuotavano nell’aria. I morti uscivano dalle tombe e raccontavano eventi non ancora accaduti.

Il re morto indicò Seryn.

«Se confessi, tua madre verrà giustiziata. Le province si divideranno. La guerra arriverà.»

«E se non confesso?»

«La guerra arriverà lo stesso, ma tu resterai regina.»

Seryn guardò il mondo rovesciato.

Sua madre le portò la corona.

«Basta una frase», disse. «Dichiara Vaelis colpevole davanti al popolo.»

«Hai nascosto l’ordine di sterminio.»

«Ho protetto il regno.»

«Hai protetto noi.»

Maera le mise la corona tra le mani. «Noi siamo il regno.»

Seryn la lasciò cadere nell’abisso.

Salì sul balcone capovolto. Sotto di lei, o sopra, la città aspettava legata alle corde.

Raccontò tutto.

Il pugnale. La lotta. Il piano del re. La madre. La falsa accusa.

A ogni frase una parte del mondo tornava al proprio posto.

seryn confessa dal balcone

Il palazzo ricadde sulla collina.

Le torri si spezzarono, ma nessuno precipitò nel cielo. Il fiume tornò a valle. I morti rientrarono nelle tombe, portando con sé il futuro che avevano visto.

Vaelis fu liberato.

La regina venne processata. Seryn testimoniò contro di lei e rinunciò al privilegio della corona. Anche la morte del re fu giudicata. Il Consiglio riconobbe che aveva agito per difendersi, ma le tolse il diritto di regnare per avere accusato un innocente.

Seryn accettò.

Maera, prima di essere condotta via, le chiese: «Ne è valsa la pena?»

La principessa guardò la città danneggiata. Nulla era davvero tornato come prima.

«Non lo so.»

Il mondo non si mosse.

Era la risposta più sincera che avesse mai dato.

Negli anni successivi Seryn lavorò alla ricostruzione delle torri. Ogni pietra nuova portava incisa una frase pronunciata durante il processo.

Sopra l’ingresso principale fece scrivere: IL REGNO NON È CHI PORTA LA CORONA.

Qualcuno le domandò se non temesse che quella verità, un giorno, venisse dimenticata.

Seryn guardò le fondamenta.

«Allora il mondo ricomincerà a capovolgersi.»

ricostruzione delle torri

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